L’otoplastica contro il bullismo?

Nella società di oggi, possiamo correlare la chirurgia plastica effettuata per pura vanità, a quella con esigenze e scopi non-medici? A nostro giudizio, la risposta non può essere affermativa, visto e considerato che esiste un altro lato di questa industria, in cui il desiderio di diventare perfetto o di correggere i propri difetti viene sviluppato unicamente perché coloro che decidono di operarsi desiderano essere “normali” agli occhi degli altri.

Prendete ad esempio il caso di quei bimbi che, alle elementari, vengono presi ricorrentemente in giro per anomalie alle orecchie: le classiche “orecchie a sventola”? Una infanzia, quella dei bimbi con orecchie ben evidenti, che spesso subisce dei traumi dovute a scherzi e insulti da parte dei coetanei, con pregiudizi che rischiano di prolungarsi anche nel periodo post-scolastico, da adulti.

La cura al “problema” di questi bambini potrebbe consistere in un intervento di chirurgia estetica che, in questo caso, diventa un apparente buon viatico per risolvere i disagi del giovane, e non solo per un desiderio puramente “cosmetico”. Certo è che il vero problema non sono certamente le orecchie a sventola, quanto il bullismo, che può causare insicurezza, danneggiare la propria autostima, generare timidezza e avere un profondo impatto sullo sviluppo e sull’identità di un bambino.

In sostanza, la necessità di correggere le orecchie con un intervento di otoplastica (Chirurgia dell’orecchio) rientra nel contesto noto come chirurgia plastica correttiva. Alcuni chirurghi plastici, mossi dalla consapevolezza dell’importanza della questione e dell’incidenza psicologica del problema sullo sviluppo psicologico e sociale in America, hanno deciso di offrire i loro servizi gratuitamente ai bambini affetti dal problema. Si tratta di un vero e proprio atto di gentilezza che forse, anche in Italia potrebbe essere ben seguito. Ma siamo sicuri che eticamente sia giusto? Siamo proprio certi che la ricerca della “perfezione” estetica sia il giusto modo per rispondere al bullismo, anziché contrastare gli atti dei più prepotenti con una giusta educazione?

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