Benessere alimentare: l’incubo del cibo avariato

benessere alimentare e cibi avariatiChi ha a cuore il proprio benessere alimentare, conosce bene i rischi conseguenti all’ingestione di cibi avariati. Un rischio che è accresciuto dalle statistiche sono state diramate nel recente rapporto Italia a Tavola 2012, un’analisi sulla sicurezza alimentare compiuta dal Movimento difesa del cittadino e Legambiente, presentata al Ministero dello Sviluppo Economico.

Stando al rapporto in questione, nel corso del 2011 sarebbero stati effettuati oltre 1 milione di controlli lungo la filiera agroalimentare, in grado di condurre al sequestro di più di 24 milioni di chilogrammi di prodotti adulterati, per un controvalore di 850 milioni di euro.

Il cibo alterato, sottolinea Coldiretti, è un vero e proprio incubo per gli italiani, tanto che le frodi a tavola costituirebbero un timore elevato per il 60 per cento dei cittadini: una percentuale che rende la paura nei confronti del cibo avariato ben superiore del timore e dell’avversione alle frodi fiscali (40 per cento) e agli scandali finanziari (26 per cento).

Sempre in merito all’approccio statistico, Coldiretti segnala come il 57 per cento degli italiani ritiene che le frodi alimentari debbano essere punite con la sospensione dell’attività, mentre il 22 per cento ritiene che la pena più giusta sia la reclusione, e il 18 per cento degli intervistat si “accontenterebbe” di una sanzione amministrativa pecuniaria, purchè salata.

Stando a quanto affermato da Coldiretti, l’enorme paura nei confronti delle frodi alimentari troverebbe giustificazione negli effetti sulla salute del cibo avariato o alterato, anche tenendo in considerazione che – complice il tempo di crisi – si moltiplica il consumo di cibi low cost.

Per la Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, le frodi, le sofisticazioni e i prodotti adulterati sono pericolosi per la salute, e tolgono una significativa quota di reddito ai coltivatori italiani, visto e considerato che varebbe una fetta pari ad almeno il 5 per cento della produzione agricola nazionale.

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